giovedì 8 settembre 2016

Zuppa di tenerumi e cozze



Di recente ho ricevuto la piacevole visita dei miei cugini torinesi che non vedevo da tanto tempo. Dopo aver apprezzato il mare cristallino, le spiagge sabbiose, il pesce freschissimo servito nel ristorante del Villaggio Petruso o il buon cibo nei vari localini della costa, hanno espresso il desiderio di visitare Palermo, meravigliosamente quasi deserta nel mese di Agosto ma popolata sempre dai “cuochi” dello street food. Ho, quindi, indicato loro un essenziale itinerario da seguire per apprezzare una piccola parte dell’inestimabile patrimonio storico artistico che la città racchiude e custodisce come un prezioso scrigno e suggerito di assaggiare alcuni piatti tipici del luogo, di certo fritti e pesanti, tanto la sera avrei preparato una “rinfrescante” zuppetta di tenerumi.
Ovviamente nessuno di loro sapeva cosa fossero i tenerumi e dalle ipotesi descrittive che elaboravano non ne avevano la minima idea! Niente di coccoloso e morbidoso quindi nei piatti della cena ma solo le foglie più tenere del “serpente di Sicilia”, un tipo di zucchina, non spaventatevi!

Le foglie di questa zucchina lunga, tagliata a tocchetti, non vengono scartate ma utilizzate per preparare una delicata minestra che, negli ultimi tempi, è stata rivisitata con l’aggiunta di molluschi e crostacei, et voilà: zuppa di tenerumi e cozze.



Ingredienti per 4 persone

  
2 mazzi di tenerumi
6 pomodori maturi
1 spicchio d'aglio
4 kg di cozze
mezzo peperoncino
olio extravergine di oliva

1 pizzico di sale



Pulisci i tenerumi e prendi solo le foglie più tenere. Lavali per bene e più volte per eliminare residui di terra, quindi scolali, sminuzzali, immergili in acqua bollente leggermente salata e fai cuocere per una decina di minuti. Una volta teneri, scolali conservando l’acqua di cottura.
Pulisci le cozze e falle aprire in una pentola su fiamma vivace, tienine qualcuna da parte per decorare il piatto ed elimina la valva nelle restanti, coprendole con l’acqua di cotture filtrata.
In un wok versa un filo d’olio e fai soffriggere l’aglio, unisci il peperoncino sminuzzato e il pomodoro spellato, privato dei semi e tagliato a tocchetti, lascia insaporite per 10 minuti, quindi aggiungi i tenerumi versando un po’ dell’acqua di cottura, almeno 500 ml e altrettanta acqua filtrata delle cozze e fai cuocere per altri 5 minuti. Alla fine aggiungi le cozze, regola di sale,fai insaporire qualche minuto sul fuoco e servi in tavola guarnendo il piatto con le cozze tenute da parte.


sabato 3 settembre 2016

Fichi in mantello su crema di melone giallo e cantalupo


Un’idea sfiziosa per un antipasto fresco e veloce, un piatto estivo al profumo di due meloni che nel loro colorato connubio abbracciano la fresca menta e i dolcissimi fichi avvolti in un morbido mantello di prosciutto crudo.
Una bontà preparata con soli 3 ingredienti a portata di tutti.
Grazie ad Eliana per le dritte ;)

giovedì 9 giugno 2016

Crostata con crema pasticciera e cotognata


Adoro la pastafrolla, il suo gusto non è mai nauseante e la consistenza friabile è un invito a cui non so resistere.  È un dolce preparato con pochi ingredienti che sa di storia e di amore.
Sembra che una preparazione simile a base di pasta frolla fosse già conosciuta a Venezia, dopo l'anno mille, quando si cominciò ad utilizzare lo zucchero importato dall'Oriente. Probabilmente la prima ricetta codificata risale al XIV sec. inserita da Guillaume Tirel, nel suo manoscritto Le Viandier. Costui, soprannominato Taillevent per il gran naso con il quale sembrava fendere il vento, da sguattero divenne il primo cuoco francese di professione di cui si conservi memoria e in epoca medioevale fu il “Maestro di cucina”, così come lo aveva nominato Carlo VI, di una folta schiera di cuochi.
In seguito, in pieno rinascimento italiano, nell’ “Opera di Bartolomeo Scappi, mastro dell'arte del cucinare, divisa in sei libri” l’autore dedicò a crostate e dolci vari il quinto libro del suo trattato culinario  e Bartolomeo Stefani, nel 1662 nel “L'arte di ben cucinare” non dimenticò di consigliare diverse ricette di crostate per deliziare le viziate corti seicentesche, insegnando non solo come ottenere un piatto spiegando l'uso degli ingredienti, ma suggerendo anche una sorta di galateo della buona tavola, consigliando ranghi e ruoli nelle squadre in cucina e proponendo banchetti da intavolare secondo i differenti mesi dell'anno.
Da allora dolce o salata la crostata, per la mia gioia, si è arricchita nella pasta e negli ingredienti, continuando a deliziare i nostri palati.

martedì 5 aprile 2016

Nidi di uova al salmone


Ho sempre sognato per la mia famiglia una vita in autosufficienza! E per autosufficienza intendo tutto ciò che ci avrebbe permesso di vivere autonomamente senza dipendere da qualcuno o qualcosa. Indipendenza economica, energetica, cibo, acqua, trasporti. Ma col tempo ho dovuto fare i conti con la realtà delle cose che ci tiene abbastanza lontani da questa idea. Alla fine, ahimè, di autosufficiente abbiamo ben poco. Quel ben poco, tuttavia, è una grande ricchezza... abbiamo la bicicletta per piccoli spostamenti, l'acqua calda che viene dal sole, le verdure dell'orto, la frutta degli alberi, le mandorle, le noci e soprattutto delle bellissime uova che le gallinelle livornesi, libere di razzolare per tutta la campagna, ci regalano quotidianamente. E così torte e tante preparazioni a base di uova, come questi nidi al salmone, ci donano, oltre alla genuinità e all'abbondanza, un gusto che è tesoro per le papille gustative e per l'orgoglio.

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