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sabato 3 settembre 2016

Fichi in mantello su crema di melone giallo e cantalupo


Un’idea sfiziosa per un antipasto fresco e veloce, un piatto estivo al profumo di due meloni che nel loro colorato connubio abbracciano la fresca menta e i dolcissimi fichi avvolti in un morbido mantello di prosciutto crudo.
Una bontà preparata con soli 3 ingredienti a portata di tutti.
Grazie ad Eliana per le dritte ;)

giovedì 14 novembre 2013

Cheesecake in bicchiere ai Kaki di Misilmeri


Non ho fatto in tempo ad organizzare questo post durante il clima autunnale, che ci ritroviamo catapultati in un'atmosfera tipicamente invernale. La temperatura è scesa rapidamente da 20 gradi che mi facevano benedire finalmente il periodo favorevole, ai meno piacevoli 12 gradi, che dalle nostre parti è clima polare :).  E non posso tirare fuori dall'armadio neanche un abbigliamento più consono, con un pancione da 37 settimane dubito che possa entrarmi qualcosa o quanto meno non riuscirei a chiudere le cerniere, quindi, inutile provarci e prendere una botte di bile! Certo, non posso neanche andare in giro con infradito e calze sotto, alla tedesca per intenderci. Allora, l'abbigliamento per ora non mi rende giustizia, ma pazienza, è solo un periodo transitorio che, sicuramente, mi regalerà gioie ben più grandi tra un paio di settimane. Nel frattempo spero nella clemenza del tempo e mi consolo con questa cheesecake, perdendomi nei mille pensieri di una donna in dolce attesa.

Due righe tecniche sono doverose: per queste cheesecake ho utilizzato i cachi di Misilmeri. Il tipo di albero diffuso a Misilmeri, piccolo comune in provincia di Palermo, è la varietà Honorati innestata su Diospyros virginiana. Il genere “diospyros” tradotto dal greco significa “dios” = Giove e “pyros” = frumento, quindi, letteralmente definito “cibo degli dei” per l'elevata bontà dei frutti. I kaki di Misilmeri o loti che dir si voglia, hanno una storia antichissima legata alla cultura, all’estetica e successivamente al gusto. La loro coltivazione è cominciata nel 600 nei giardini di Misilmeri, a fini scientifici ed ornamentali ma ha raggiunto il suo culmine verso la metà del 900 dove la sua coltivazione si è accresciuta fino a raggiungere circa 250 ettari. Personalmente li trovo dolcissimi e molto versatili nella preparazione di dolci e mousse colorate, però attenzione.. accertatevi bene del loro corretto stadio di maturazione, potrebbero, altrimenti, risultare uno dei frutti più sgradevoli al mondo!

giovedì 19 settembre 2013

Fichi ripieni per salutare l'estate


Con i vicini di casa si possono instaurare diversi rapporti: ci può essere amicizia, ci può essere antipatia, ci può essere indifferenza o come nel mio caso ci può essere una sana competizione. Con la mia famiglia, d’estate, ci trasferiamo in una villetta non lontano dal mare, con un panorama mozzafiato, tanta pace e tranquillità e un paio di alberi di fico cresciuti in un pezzettino di terra abbandonato che si trova esattamente alla stessa distanza tra la mia casa e quella della vicina. Nonostante entrambe abbiamo un albero di fico nel nostro terreno, è sempre una gara a chi va a raccogliere prima i fichi di quei due alberelli di quel pezzettino di terra brullo e trascurato che, però, regala fichi dolci in abbondanza. Durante tutta l’estate, complici le passeggiatine col passeggino lungo la stradella per addormentare il cucciolo, ho operato una raccolta continua e mirata che mi ha permesso di mangiare fichi freschissimi tutta la stagione; ma è bastato allentare la pressione un attimo che ...zac!! una settimana di assenza e ho trovato gli alberelli ripuliti!! Fortunatamente, la vicina è rientrata in paese prima del solito e finalmente non ho più avuto concorrenza! La raccolta finale, la può buona, la più dolce, eccola qua, infornata con un ripieno speciale con cui, anche io, ho salutato i due cari alberelli e l’estate insieme. Orevuar!

lunedì 29 aprile 2013

Bonet


Avete mai preparato il Bonet o Bunet, come lo pronuncia mia cugina Stefania? Per chi non lo conoscesse, è un tipico dolce piemontese dalle origini molto antiche che si cuoce in forno a bagnomaria e che conosce diverse varianti. Io mi tengo stretta la ricetta che mi dato lei, la mia torinese doc, perché di facile preparazione, ottimo sapore e sicura riuscita. Ultimamente a casa le richieste del bonet sono aumentate e io le ho soddisfatte volentieri, senza neppure guardare la ricetta: il 6 nelle dosi è il numero ricorrente, perciò anche se siete super stanche, sarà facile prepararlo. Vi avverto, ,  questo dolce al cucchiaio che è una via di mezzo tra un soufflé e un budino, tenero e spugnoso, vi tenterà fino a quando non sarà rimasta nel piatto l’ultima briciola!

mercoledì 29 giugno 2011

Cirasa.. mon amour

Masinu cugghieva a cirasa,
“teni a cura ca sciddichi”,
vanniava a soggira.
Iddu pinsava megghiu ca mi
spicciu picchì m’a ittau.

“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”
“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”

A soggira, vistuta di nivuru,
sutta ‘o picu d’o suli schigghiava:
“Masinu a cura si caschi
t’acciunchi”. Iddu pinsava:
“‘cch’è beddu stu trivulu”.

“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”
“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”

“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”
“Si misu jautu e a scala non teni,
scinni Masinu di l’avvuru, alleggiu”

Tra u picciu da soggira
e ‘ntra ca era misu mali,
a scala si ruppi, …(si rumpiu a scala)
ma iddu arristau appinnutu
‘nda l’avvuru e a bedda
cirasa arrivau n’terra.


…a bedda cirasa russa e duci.
…a bedda cirasa russa e duci.


(Masino, Carmen Consoli 2002)


"Cirasa" è un termine utilizzato in Sicilia per indicare le ciliegie, meraviglioso frutto bello da vedere, buono da mangiare, ricco di vitamina C e potassio, che mette a dura prova la nostra capacità di autocontrollo, visto che vale la regola dell'una tira l'altra. E' bello girare per campagna ed imbattersi in campi di ciliegi, ricchi di meravigliose perle rosse, gustose e pronte per essere accolte nei panieri di bellissime signore vestite di nero (nonostante il caldo afoso siciliano), per dipingere un paesaggio di tradizioni, di cultura isolana, di superstizioni, di un tempo che ha, nel bene e nel male, reso questa meravigliosa isola teatro di manifestazioni d'altri tempi, che col trascorrere degli anni, io Siciliana orgogliosa, osservo ancora con profondo rispetto ed amore, forse come Carmen Consoli ha fatto scrivendo questa bellissima canzone.

Quello che vi propongo oggi non ha bisogno di ricetta, sono semplicissime ciliegie immerse prima nella chiara d'uovo e poi nello zucchero, disposte a forma di cuore per esprimere tutto il mio amore per la Sicilia, terra magica, amata ed odiata, indispensabile e continuamente ricercata!

Buona giornata, amici :)


martedì 28 giugno 2011

Mousse al lime e amaretti


Eccomi di ritorno da una bellissima settimana di vacanza trascorsa a Roma tra storia, arte e cucina. Mi ci voleva proprio un bel giretto per ricaricarmi dalle fatiche di un intero anno scolastico trascorso a placare le esuberanze delle piccole pesti che ho avuto in classe! La programmazione di blogger ha funzionato benissimo e i post andavano da soli senza il minimo intervento dall'esterno. Una meraviglia!
Oggi vi propongo un dessert di fine pasto veloce e sfizioso quanto basta per appagare la voglia di dolce, ahimè, sempre presente :)


mercoledì 4 maggio 2011

Bicchierini di mousse al maraschino


Vi capita di arrivare a fine pasto e non sentirvi del tutto soddisfatti? Un dolcino forse potrebbe aiutarci a raggiungere il pieno appagamento! Penso che le mousse possano essere buone candidate per il fine pasto: sono golose, non appesantiscono e non richiedono lunghi tempi di preparazione. Se poi le adagiamo su dischetti di pan di Spagna e le aromatizziamo con il maraschino, una grattugiatina di limone e un ricciolo di cioccolato, nessuno lamenterà l’assenza di “qualcosa”.
  

mercoledì 13 aprile 2011

Zabaione ai profumi di Sicilia



Uova come protagoniste di questo dessert preparato con i profumati prodotti della mia terra: le arance, la cui diffusione dobbiamo agli Arabi, e il Marsala, vino liquoroso prodotto nell’omonima città siciliana e diffuso in Europa già dal 1796. Il sapore della scorzetta d’arancia e il gusto caldo, armonioso e pieno del Marsala, vi avvolgeranno nell’abbraccio vellutato del profumo della zagara, della mandorla e della ginestra, regalandovi un po’ di Sicilia.

lunedì 4 aprile 2011

Syllabub


Di ritorno da uno splendido w.e. trascorso ad Oxford, amplio i miei orizzonti culinari sbirciando in un libro di ricette inglesi regalatomi da Claudia, carissima amica sicula neomamma trapiantatasi in U.K. Tra i vari biscotti burrosi, cake e browns, la mia attenzione è catturata da un dessert di origine molto antica, diffuso in Inghilterra  tra il XVI e il XIX secolo: il syllabub. Facilissimo da preparare, ha un sapore insolito e gradevole per la presenza del vino. Del syllabub si trovano moltissime varianti ma  originariamente era una bevanda che conteneva vino bianco o sidro con uno strato di schiuma, che lo caratterizzava e che secondo la tradizione, si otteneva mungendo direttamente una mucca nel bicchiere!


giovedì 31 marzo 2011

Pere caramellate su salsa di agrumi



Questo dessert, il cui tempo di cottura varia in relazione al grado di maturazione della frutta scelta, diventa ancora più appetitoso se si serve con una pallina di gelato alla vaniglia. Io vi propongo la versione light ma non potevo astenermi dal suggerimento ;-)



lunedì 13 dicembre 2010

Mele della concordia per il mio primo contest


A differenza della mitologica mela della discordia, gettata sul banchetto degli Dei per seminare zizzanie, la mela che io porto in tavola mette d’accordo tutti! Quando si arriva a fine pasto, infatti, spesso i commensali  dibattono sulle portate di chiusura: prima il dolce o la frutta? Questo dessert di frutta, preparato con le mele di stagione e servito in maniera golosa con una pallina di gelato o crema, a seconda dei gusti, non lascia nessuno scontento.


Con questa ricetta partecipo (fuori concorso) al mio primo contest "edo ergo sum". La ricetta e la prefazione sono una piccola descrizione della mia indole tranquilla e accondiscendente. Sono una persona abbastanza tollerante e cerco, nei limiti del possibile e nel rispetto delle posizioni, di ascoltare e mettere d'accordo un po' tutti.

"prima di non essere d'accordo, prova ad ascoltare un po' di più" (Irene Grandi).


sabato 4 dicembre 2010

Crema chantilly con mele e briciole di frolla


Gironzolando tra i blog ho scoperto che domani scade la raccolta di Araba felice, inventa..Mela. Non potevo assolutamente perder..mela! Allora mi sono messa al lavoro cercando di realizzare un dessert che rispondesse ai criteri e cercando di far realizzare una foto che potesse essere all'altezza del Grande Giudice Lo zio Piero! Oddio, che compito difficile!!
Comunque, questo è il risultato.. il gusto è buonissimo ed è stato apprezzato dal mio giudice severo, che per la foto, verrà a sua volta giudicato!! :) (così impara!).

Buon week end a tutti, amici!!

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